“Il problema del recupero ambientale delle Valli, come quello di qualsiasi zona umida costiera, è essenzialmente un problema di recupero di funzionalità idraulica”

Questa indicazione, data dal Comitato scientifico dell’Azienda Valli, è stata accolta dal presente progetto che ha proposto la realizzazione di opere votate ad aumentare la capacità di scambio di consistenti volumi d’acqua.

Il progetto preliminare ha suddiviso in due lotti i lavori complessivi richiesti per la sistemazione completa della Stazione di Foce. Le opere riguardanti il recupero dei manufatti obsoleti ( ponti, approdi e conca di navigazione) sono state assegnate al secondo lotto, per dare la precedenza alla realizzazione delle opere idrauliche.

Il progetto esecutivo ha visto la realizzazione di:

Traversa mobile, con quattro luci da 4 x 2.50 mt, servite da paratoie in legno tipo Azobè. Questa soluzione consente di ricavare portate assai elevate.

L’adozione di uno stramazzo, in luogo delle più diffuse soluzioni con luci battenti, consente di ridurre la velocità dei getti uscenti dal manufatto e di dissipare parte dell’energia de

lla corrente nella produzione di emulsioni di aria in grado di garantire tenori elevati di ossigeno disciolto.

Le paratoie sono manovrate da impianti oleodinamici.

Tra le opere complementari i tre ponti in legno tipo Azobè: due pedonali, a servizio delle manovre delle paratoie, e uno carrabile che garantisce la continuità di percorrenza dell’argine a mare e quindi del servizio di piena.

-Risezionamento del canale interno per adeguarlo alle portate massime fornite dalla traversa, rispettando limiti di velocità dell’ordine di 1.5 m/s , che permetteranno di ridurre l’impiego di difesa di sponda in pietrame alla sezione ristretta del passaggio sotto i ponti, a favore di una in legno con palancole ad incastro maschio-femmina di tipo trapezoidale di lunghezza 7 metri e spessore 4 cm.

Coronate da una doppia trave di frizione di adeguata sezione ed infine tirantata con tiranti metallici posti ad un passo di 1,5/2 mt. L’uno dall’altro.

Il canale manterrà così la propria naturalità.

Scavi di raccordo ai canali sublagunari esterni e utilizzazione delle terre scavate per la formazione delle barene.