Il tipo di difesa spondale progettato per quest’opera di arginatura è particolarmente importante sia per la tecnologia adottata che per il materiale usato per realizzarla; ma la vera particolarità di quest’opera sta nel fatto che, essendo la prima a essere costruita in Italia, la rende un vero e proprio laboratorio naturale di sperimentazione.

La prima fase dei lavori ha richiesto il parziale svaso del canale Naviglio per permettere agli operatori di lavorare sul letto del canale.

Si è poi proceduto allo sbancamento del tratto d’argine da sistemare con uno scasso di 3 m di larghezza per 40 di lunghezza .

Una volta sbancato l’argine si è proceduto alla costruzione del sostegno con pali e con pannelli ad assi orizzontali accostati e preconfezionati .

Eseguita l’operazione di infissione dei pali di sostegno (sez. quadrata 12 x 12 x 600 cm), si è passati alla costruzione della difesa spondale vera e propria, consistente nell’assemblaggio dei pannelli preconfezionati e nel fissaggio ai pali mediante cavallotti di acciaio inox.

Sul retro delle assi, in fase di preparazione è stato applicato un telo di tessuto non tessuto per evitare che il terreno spondale potesse infiltrarsi.

Il presidio è stato poi perfezionato con la posa in opera di una trave superiore di irrigidimento e, in via cautelativa, con la realizzazione e alla posa in opera di una serie di tiranti in acciaio inox con eliche di ancoraggio in ghisa.